STORIA

Le origini del palazzo, il committente, l'architetto e la sua storia recente.

Le Origini

Il Palazzo dei Principi di Carpegna rappresenta un importante esempio di architettura seicentesca, con elementi che richiamano le ville-fortezza dell'epoca. Il 30 aprile 1674 iniziano i lavori per la costruzione del castello sul luogo scelto, ubicato sotto il Poggio, tra il confine di San Nicolò ed il fosso dell'Arvoreto che scende dalla rocca, si iniziano gli scavi delle fondazioni del palazzo. Il 13 agosto 1674, il cardinale Gaspare stipulava il contratto d'appalto della fabbrica e affidava i lavori al capomastro Donato Corso il quale, probabilmente, si occupò della fondazione e delle opere necessarie al drenaggio delle acque superficiali e profonde. La platea di fondazione venne conclusa l'8 agosto 1675; Nel 1696, a ventidue anni di distanza dalla posa della prima pietra, il palazzo si poteva considerare sostanzialmente terminato. Svariati interventi di rifinitura proseguirono comunque per oltre un decennio fino al 1708, anno in cui risultano datati alcuni conti per opere finalizzate alla sistemazione di strutture esterne dell'edificio.

Gaspare di Carpegna

La costruzione del visionario progetto del palazzo dei principi di Carpegna fù voluta dal Cardinale Gaspare di Carpegna, iniziò nel 1674 e si protrasse per oltre vent'anni. La carriera di Gaspare in ambito ecclesiastico fu rapida ed indubbiamente di enorme prestigio. Il suo percorso inizia nel 1662, quando sotto Innocenzo X viene designato Uditore del Tribunale della Segnatura e segretario della Congregazione delle Acque. In quest'ultimo ministero riuscì a riportare un successo inaspettato che gli valse ampi riconoscimenti: "...giunse a porre fine alle perpetue controversie della corte di Roma colla corte di Toscana intorno all'antico contenzioso sul corso del Chiana con il Granducato di Toscana. L'ascesa di Gaspare Carpegna procede a questo punto a tappe serrate. Durante il pontificato di Alessandro VIl ricopre il ruolo di segretario del cardinale Flavio Chigi, di canonico di San Pietro, poi di segretario della Congregazione del Buon Governo e uditore di Rota. Infine con Clemente consultore del Sant'Uffizio.

Gli Architetti e le fasi della Costruzione

La sua costruzione, voluta dal Cardinale Gaspare di Carpegna, iniziò nel 1674 e si protrasse per oltre vent'anni. L'architetto che ha progettato il Palazzo dei Principi di Carpegna è stato Giovanni Antonio De' Rossi, architetto romano. Antonio Bufalini fu l'architetto che subentrò alla morte di De' Rossi e portò a termine i lavori.

AD 1674:
• Inizio dei lavori di costruzione per volere del Cardinale Gaspare di Carpegna, con l’obiettivo di sostituire l’antica rocca del borgo con una residenza più moderna e funzionale.

• L’incarico di progettare il palazzo viene affidato all’architetto romano Giovanni Antonio De’ Rossi, uno dei più rinomati dell’epoca.

• Inizio dello scavo delle fondamenta.
AD 1675:
• Inizio dell’edificazione del palazzo.
Viene utilizzato anche materiale proveniente dall’antica rocca.
AD 1683:
• Avanzamento dei lavori di muratura e pilastri.
AD 1690-1692:
• Esecuzione delle opere di rifinitura interna ed esterna.
AD 1695:
• Giovanni Antonio De’ Rossi muore. La direzione dei lavori passa ad

• Antonio Bufalini, che segue il progetto del predecessore apportando alcune modifiche, in particolare nella zona del parco.
AD 1696:
Conclusione dei lavori di costruzione del palazzo.

Dal dopoguerra ad oggi il palazzo di Carpegna è stato oggetto di svariati interventi di restauro conservativo, taluni anche di impegno considerevole.

Negli anni 60 del Novecento sono stati eseguiti importanti lavori di consolidamento (come risulta dal parere favorevole della Soprintendenza datato 1966, con il quale si autorizza il finanziamento delle opere); il più gravoso ha coinvolto la struttura del tetto, con l’inserimento di una trave reticolare metallica- che ha sostituito l’originaria orditura di legno – sistemata in corrispondenza del vasto estradosso della volta che copre la sala del trono. Allo stesso periodo va ricondotto anche il rifacimento (effettuato adottando moderne piastrelle che mal si sposano con quelle originali) della pavimentazione in cotto di quattro campate dell’atrio del piano primo.

Altri lavori rilevanti sono stati condotti tra la fine degli anni Novanta ed i primi del Duemila, all’indomani del terremoto che nel 1997 ha ferito i territori a confine tra l’Umbria e le Marche. In tale circostanza si è provveduto al recupero di ampi settori della copertura, al consolidamento degli elementi lapidei (cornici delle finestre e mensole del cornicione in primis) ed alla sistemazionie di svariate lacune che si erano aperte nell’intonaco a calce della facciata principale.

A cagione della sua non felice esposizione, il prospetto che appare tutt’oggi maggiormente compromesso, soprattutto per quanto concerne la condizione dell’intonaco originale, è quello occidentale.

Il palazzo, emblema di Carpegna, è divenuto nell’ultimo trentennio anche un fondamentale polo culturale; è il pregiato contenitore di manifestazioni di varia natura: convegni, mostre, concerti, presentazione di volumi (al piano primo e nobile), mostre di prodotti tipici e d’artigianato (al piano terreno).

E’ sede del principale evento artistico dell’estate carpegnola: la mostra d’arti visive che coinvolge autori locali e del Montefeltro, nata nel 1999 come “Artisti della Carpegna” e oggi denominata “Carpegna Art – Artisti nel Montefeltro”.

La dimora cardinalizia negli ultimi anni è stata protagonista di numerosi servizi storico-artistici, ad opera di televisioni locali e nazionali. Nel 2011 alcuni ambienti del palazzo sono stati scelti come set del film “Il cantico di Maddalena” di Mauro Campiotti e nel 2016 è stato girato un segmento del documentario di Gianni Minoli per la trasmissione di Rai2 “La storia siamo noi” dedicato alla vicenda del salvataggio delle opere d’arte. Sempre rispetto a questo tema, nella prima metà del 2024, all’interno del palazzo e nei suoi paraggi, sono state riprese alcune scene del film intitolato “Pasquale Rotondi, un eroe italiano”.

Nel vecchio palazzo tricentenario, superba e imponente architettura che custodisce un ingente patrimonio artistico e documentario, tutt’ora vivono i discendenti dell’antica famiglia dei conti di Carpegna

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